Dazi e HTS
Messico: prorogati i dazi su acciaio caldo russo e ucraino
Il Messico ha concluso il riesame quinquennale e prorogato per altri cinque anni, a partire dal 29 marzo 2025, i dazi antidumping esistenti sui laminati piani di acciaio a caldo originari della Russia e dell’Ucraina. Le aliquote restano il 21% per la Russia e il 25% per l’Ucraina; la decisione del 25 settembre 2026 non introduce nuove aliquote per singola impresa. È entrata in vigore il 26 settembre e vale a prescindere dal Paese da cui la merce viene spedita.
Cosa cambia
Il prodotto esaminato è lamiera a caldo non legata e una specifica lamiera legata al boro, larga almeno 600 mm e spessa meno di 4,75 mm, di qualunque lunghezza.
La decisione elenca le voci 7208.10.03, 7208.26.01, 7208.27.01, 7208.38.01, 7208.39.01, 7225.30.91 e 7225.40.91, ma include anche altre voci se la descrizione scritta del prodotto si applica. Il dazio del 21% copre anche l’acciaio russo al boro specificato nella precedente decisione sull’elusione.
I cinque anni decorrono dal 29 marzo 2025, non dall’annuncio del 2026: la scadenza del riesame non va spostata in avanti. Il dazio ordinario d’importazione sulle voci elencate è trattato separatamente nella decisione e non va confuso con la misura antidumping.
L’importatore che dimostra un’origine diversa da Russia e Ucraina non deve pagare questi dazi, anche se la merce è transitata da tali Paesi. La chiusura del riesame non elimina i normali obblighi di classificazione e documentazione dell’origine.
Cosa deve verificare un team di importazione
- Confronta certificati di laminazione e specifiche con la definizione scritta di larghezza, spessore, lega e boro, oltre alla voce doganale.
- Accerta la vera origine e conserva i documenti se la spedizione attraversa un Paese terzo.
- Tieni distinta la misura antidumping del 21% per la Russia o del 25% per l’Ucraina dal dazio ordinario nella stima dei costi e nella dichiarazione doganale.

